La moda degli ultimi programmi televisivi vuole, come metodo di votazione, il televoto dal parte del pubblico. Sorge spontaneo domandarsi quanto questa modalità d’espressione del pensiero sia libera. Il Garante per le Comunicazioni s’è mostrato interessato al problema, dietro al quale potrebbe nascondersi qualsiasi tipo di trucco e raggiro. Sono state proposte modifiche all’attuale sistema di televoto che dovrebbero entrare in vigore all’inizio del 2011.
Il Garante per le Comunicazioni ritiene fondamentale la questione della limpidezza e dell’esclusione di voti anonimi. L’utenza deve essere sempre rintracciabile, in questo modo, si potranno escludere i voti cumulativi provenienti da uno stesso numero telefonico. A settembre sono state escluse dal televoto le utente business: i voti provenienti da agenzie specializzate non sono più possibili. Il problema sostanziale è una mancanza di coordinamento fra le autorità Garanti del problema: quello della Concorrenza e quello delle Comunicazioni. L’ente ha, inoltre, esplicitato che le televisioni che utilizzano il televoto debbano pubblicare un regolamento chiaro delle norme che lo regolano; inoltre, un funzionario dell’emittente televisiva deve rimanere a disposizione, per almeno due mesi, per chiarimenti e reclami anche dopo la fine della trasmissione.
Infine, il voto, che oggi è possibile solo per chi ha schede telefoniche delle maggiori case di telefonia (Tim, Vodafone, Telecom, Infostrada), dovrà essere estesa a tutti gli operatori, anche i più piccoli. Inoltre dovranno essere utilizzate solo le numerazioni assegnate allo scopo (cioè quelle che iniziano con 894, con 46 e 47) e verranno fatti pagare solo i voti validamente espressi, ma non quelli annullati, a qualsiasi titolo. In conclusione, è stata vietata la prassi estremamente costosa dell’SMS di conferma. Chi partecipa al televoto paga due messaggi: quello di votazione e quello di ricezione.

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